Santuario dell’Annunziata - Trapani

Santuario dell’Annunziata

Il Santuario di Maria SS. Annunziata sorge nel Borgo dove nel XIII secolo sorgeva una piccola chiesa dedicata a Santa Maria Nunziata, donata ai Padri Carmelitani con lo spazio circostante, dal notaio Ribaldo ai Carmelitani dopo il loro arrivo a Trapani, avvenuto tra il 1224 e il 1240.
I frati trasformarono la chiesetta in un edificio basilicale a tre navate, di stile gotico-chiaramontano, con annesso convento, completato nel 1332; nel sec. XVIII la chiesa fu trasformata in navata unica dall’architetto trapanese Giovanni Biagio Amico.

L’attuale facciata conserva un trecentesco portale ogivale con archi strombati, a ghiere multiple decorate con elementi a zig-zag e piccoli fiori. Al di sopra del portale si apre un rosone formato da una cornice e da archi concentrici che si intrecciano, riconducibili allo stesso stile gotico-chiaramontano: più volte restaurato, oggi presenta solo una piccola parte originale.

Addossato alla facciata si trova un campanile barocco, realizzato nella seconda metà del XVII secolo da Simone Pisano.

L’interno oggi a navata unica rettangolare con copertura a volta a botte, alte colonne addossate ai muri e decorazioni in stucco, è frutto della ristrutturazione effettuata dall’architetto Giovanni Biagio Amico nel 1741 e completata nel 1760 da Luciano Gambina.

Della costruzione trecentesca rimangono: i costoloni della volta ad ombrello dell’abside, una bifora gotica, e la volta a crociera dell’abside laterale.

Sul lato destro della chiesa si trova la piccola cappella dei Pescatori (secc. XIV-XVI): presenta una pianta quadrata e una copertura con cupola ottagonale a spicchi, decorata da affreschi cinquecenteschi, raffiguranti storie della Genesi. Per collegare il vano quadrato alla cupola sono stati inseriti quattro pennacchi, formati da archi strombati di gusto arabeggiante. Sulla parete di fondo si trova un portale ogivale cieco, riccamente decorato con motivi marinari e chiaramontani: infatti, in alcune ghiere vi sono decorazioni a zig- zag, fiori a quattro petali, mentre in quella più esterna, pesci.

La cappella dei Marinai, posta lateralmente all’abside (lato sinistro) è una delle più interessanti architetture rinascimentali della Sicilia Occidentale, costruita nella prima metà del XVI secolo ad opera del “Consolato degli uomini di Mare”. La cappella è a base quadrata, sormontata da una cupola emisferica. Il gusto degli ornamenti è pienamente rinascimentale come dimostrano le cornici architravate, i motivi a conchiglia e le decorazioni a corda o a bugne diamantate, che riconducono allo stile plateresco spagnolo.

Due portali cinquecenteschi immettono nella cosiddetta cappella della Madonna, realizzata per volere della famiglia Bosco Ventimiglia nel XV secolo; un arco marmoreo di Antonello e Giacomo Gagini (1537) arricchito dalle figure dei profeti, delimita lo spazio della navata unica dalla zona presbiteriale dove si venera il pregevole simulacro marmoreo della Madonna con Bambino (sec. XIV) attribuito a Nino Pisano.
La posa lievemente ad S, tipica della scultura gotica, la raffinata fattura e gli sguardi pieni di dolcezza della Madonna e del Bambino, rendono la statua il più significativo esempio di scultura gotica in Sicilia. Un paliotto in lamina d’argento opera di maestranze trapanesi, donato da Gian Domenico Spinola, vescovo di Mazara nel 1642, impreziosisce l’altare; d’argento è anche il tabernacolo settecentesco, opera del trapanese Vincenzo Bonaiuto. Ai piedi della Madonna è collocato un “plastico” della città di Trapani a forma di falce (anch’esso rivestito d’argento) della fine del secolo XVII.

Nel vano attiguo è la cappella in marmi mischi di Sant’Alberto, patrono della città, il cui simulacro è rivestito da una lamina d’argento della seconda metà del secolo XVIII.