Mura elimo-puniche e Porte di Erice

Mura elimo-puniche e Porte di Erice

Le antiche mura, in pietra calcarea, furono originariamente edificate sul lato Nord-Est del sito, nell’VIII sec. a.C. dagli Elimi, popolazione di origine incerta; successivamente, nel VI sec. a.C., furono rinforzate dai Punici e, dopo rifacimenti di epoca romana, furono completate dai Normanni.

I resti si sviluppano lungo un percorso di circa 700 metri e si adattano al diverso rilievo del terreno (dai 682 m ai 729 m s.l.m.).
A causa delle gigantesche dimensioni vengono definite “ciclopiche”; lo storico greco Diodoro Siculo, inoltre, ha indicato Dedalo come primo costruttore.

Lungo la cortina muraria sono attualmente visibili:

  • 16 torri quadrangolari (inizialmente ve ne erano 25) collegate con robuste cortine intermedie, dalla lunghezza media di 45 metri  e di 2,30 metri circa di spessore;
  • 3 porte denominate Trapani, Carmine e Spada;
  • 6 postierle.

Notevoli per dimensioni sono i blocchi calcarei di epoca elima che formano la base, lasciati del tutto allo stato naturale, sui quali poggiano filari di conci ben squadrati e simili tra di loro, di epoca fenicio-punica. Nei livelli superiori  la costruzione continua con altri filari medievali costituiti da piccole pietre, di forma irregolare, tenute insieme da malta e con zeppe verticali, dall’andamento orizzontale.

Lungo le cortine si aprono diverse postierle, piccole porte che servivano come uscita di emergenza o per i rifornimenti, delle quali ne rimangono sei (ben conservate): quelle più antiche presentano grosse architravi monolitiche, le altre falsi archi.
In prossimità di alcune di esse si trovano incise le lettere dell’alfabeto punico:

  • “beth” che equivale a “casa”
  • “ain” che significa “occhio”
  • “phe” che significa “bocca”.

Queste lettere potrebbero racchiudere il significato di: “Le mura hanno occhi per vedere il nemico, bocca per mangiarselo in caso di aggressione e sono la casa sicura per gli abitanti”. La presenza di tali lettere conferma, dal punto di vista cronologico, l’intervento fenicio.

I numerosi restauri e rifacimenti di epoca romana e medievale, caratterizzati dalle piccole dimensioni del materiale utilizzato, hanno mutato l’aspetto originario sia delle mura che delle tre porte d’ingresso alla città.

  • Porta Trapani, così denominata perché rivolta verso Trapani. Ha sagoma ogivale ed è inserita tra due robusti bastioni.
  • Porta Spada situata a Nord, è così chiamata per l’eccidio degli Angioini che presidiavano Erice durante la guerra del Vespro (sec. XIII).
  • Porta Carmine posta nella piazza antistante la Chiesa del Carmine, è sovrastata da una grande nicchia recante una statua acefala in calcare, di S. Alberto.

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