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TRAPANI

I Greci la chiamarono Drepanon, falce, i Romani Drepanum, ricollegandone la nascita al mito di Cerere, dea delle messi, che alla disperata ricerca della figlia Proserpina rapita, perse proprio qui, la falce che recava in mano. La configurazione della città a doppia falce che si protende nel mare quasi a dividere il Tirreno dal Mediterraneo, riconduce ancor oggi all’antico nome. Le origini elimo-puniche la vedono sorgere come porto di Erice e villaggio di pescatori. Amilcare Barca verso il 260 a.C. vi costruì il castello di terra, e quello di mare, primi punti -forza del sistema difensivo. Trapani che nei secoli ha legato la sua storia e l’economia al mare, per la felice posizione del porto che favoriva i commerci con l’Africa, assunse particolare importanza sotto gli Arabi ai quali si deve la matrice del più antico tessuto urbano. Giacomo d’Aragona nel 1286 la ampliò e Carlo V nel 1535, fermatosi a Trapani di ritorno da Tunisi, dispose il prolungamento delle mura verso ovest.  Ha un caratteristico centro storico che nella parte più antica, di impronta araba, conserva strade lastricate e case con cortile.

La ricchezza  del patrimonio architettonico che va dal XIV al XX secolo è rappresentata dalle trecentesche chiese di Sant’Agostino e di San Domenico con caratteristici rosoni gotico-chiaramontani, la splendida chiesa di Santa Maria del Gesù in forme gotiche ritardatarie, la cinquecentesca Giudecca, in stile plateresco, con torre rivestita da bugne a punta di diamante, il seicentesco palazzo Senatorio, la barocca chiesa del Collegio dei Gesuiti, internamente decorata con magnifici stucchi e marmi mischi, la severa cattedrale di San Lorenzo ( sec. XVII), preceduta da un nartece del trapanese Giovanni Biagio Amico. Non meno significativo, fuori dal centro storico, è il Santuario dell’Annunziata, di origini trecentesche con rosone sulla facciata principale e interessanti cappelle dei secoli XIV – XVI, assieme all’attiguo ex convento dei Carmelitani, ora sede del Museo Regionale “Agostino Pepoli”, con splendido chiostro.

Fuori dal centro storico si trova il santuario dell’Annunziata, di origine trecentesca che ospita la preziosa statua marmorea della Madonna di Trapani, di Nino Pisano (c.1360). Nell’attiguo ex convento dei padri Carmelitani ha sed il Museo Regionale “A. Pepoli” che comprende raccolte di dipinti, sculture e arti decorative; ben documentata è la produzione trapanese in corallo, con manufatti dei secoli XVII e XVIII.

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