Centro storico e antichi quartieri

Centro storico e antichi quartieri

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Il centro storico di Trapani, nel quadro generale della storia della Sicilia, è un luogo emergente per cultura e tradizioni, immagine di una realtà storica, sociale ed economica diversa nel tempo.

Il quartiere più antico della città, detto Casalicchio, sviluppatosi in origine nei pressi del porto e della chiesa di San Pietro, comprendeva i rioni della Giudecca – dove viveva la comunità ebraica –  e delli Biscottari, attualmente corrispondenti all’area compresa tra le vie Ammiraglio Staiti, XXX Gennaio, Mercè e Piazza Scarlatti.

Tra le strette e tortuose vie Galvano, Catito, Sant’Eligio e Mercè si trovano le vecchie case di tipo mediterraneo, caratterizzate dalla presenza del cortile interno, derivante dal peristilium romano e dalla corte araba dove si svolgeva la vita di una comunità legata da affinità familiari o professionali: l’accesso al cortile è  delimitato e separato dalla via da un arco che immette nella skifa, un androne stretto, senza porte, coperto da volta a botte o da un solaio di legno, con chiari riferimenti islamici.

Pozzi cisterne e pile (lavatoi per il bucato a mano, ricavati da un unico blocco di pietra) sono sempre presenti nei cortili, come la scala che dà accesso al piano superiore.

Il quartiere definito di mezzo per indicare la posizione tra il più antico Casalicchio e la Rua Nuova (odierna via Garibaldi), realizzata nel 1286 durante i lavori di ampliamento della città verso Nord, voluti da Giacomo d’Aragona, corrisponde all’odierno rione San Nicola.

Nel quartiere si trovano le più antiche testimonianze architettoniche esistenti nel centro storico, legate al gusto gotico-fiorito dei Chiaramonte che, insieme con poche famiglie detenevano il potere nell’isola: le chiese di San Domenico e Sant’Agostino e il palazzo Chiaramonte, in via Sette Dolori, di cui rimangono un portale, tre bifore e una trifora.

Il quartiere detto Palazzo si è sviluppato in seguito al riordino urbanistico voluto da Giacomo d’Aragona sul finire del secolo XIII, che interessò anche l’estensione della città con l’interramento della zona acquitrinosa situata ad ovest e caratterizzata da vari isolotti e scogli: ebbe come asse principale la Rua Grande (odierno Corso Vittorio Emanuele). La denominazione, secondo alcuni storici, è dovuta alla presenza di eleganti palazzi, secondo altri, ad una cava di proprietà di Pietro Palazzo, dalla quale nel XVII secolo si estraeva una pietra pregiata, variamente utilizzata in architettura. Oggi comprende la parte ovest del centro storico con i rioni San Lorenzo e San Francesco.

Sulla Rua Grande prospettano chiese e palazzi dei secoli XVII e XVIII secolo: dalla tardo-manieristica facciata della chiesa del Collegio dei Gesuiti, a quella “borrominiana” della cattedrale di San Lorenzo; dal prospetto di Palazzo Riccio di San Gioacchino a quello di palazzo Berardo Ferro. Vi svettano inoltre le cupole di San Lorenzo, del Purgatorio e di San Francesco d’Assisi.

 

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